Gli Usa ora sono cauti: servono maggiori prove contro Assad

Nella riunione del consiglio di Sicurezza della Casa Bianca convocata da Donald Trump, il capo del Pentagono ha spinto affinché si raccolgano maggiori prove del coinvolgimento di Bashar Assad

James Mattis

James Mattis

13 aprile 2018

Il segretario alla Difesa, Jim Mattis, esorta ad una maggiore cautela ed a rallentare la corsa verso un intervento in Siria, esprimendo le preoccupazioni del Pentagono riguardo al fatto che una campagna di bombardamenti possa portare ad un confitto più grande tra Russia, l’Iran e l’Occidente. E nella riunione del consiglio di Sicurezza della Casa Bianca convocata da Donald Trump, il capo del Pentagono ha spinto affinché si raccolgano maggiori prove del coinvolgimento di Bashar Assad nel sospetto attacco chimico della scorsa settimana.
“Noi stiamo cercando di fermare l’assassinio di persone innocenti, ma a livello stragico la questione è come noi possiamo impedire una escalation fuori controllo”, aveva già detto in un’audizione al Congresso il generale Mattis poche ore prima di riportare queste sue dettagliate preoccupazioni alla riunione a porte chiuse alla Casa Bianca, secondo quanto scrive il New York Times.
Le fonti del Times hanno riportato che Mattis nella riunione ha detto che le intelligence di Usa, Francia e Gran Bretagna devono raccogliere prove più convincenti della responsabilità di Damasco.

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