Une Femme Décapitée En Plein Jour Dans Un Pays Musulman “Modéré” Alors Que La Police Regard

Swift Justice of What Appears to be a Saudi Woman Caught and Previously Convicted of Torturing and Murdering her Husbands 7 year old Daughter

Ça se passe en Arabie Saoudite, un pays allié et partenaire économique de l’Europe et des Etats-Unis.
Et vous vous demandez pourquoi l’islamisme arrive dans les rues d’Europe ?! Pourquoi est-ce que les gouvernements occidentaux acceptent des liens avec ces pays ?
Il faut rejeter le barbarisme, partout où il se trouve ! Le monde doit se tenir droit et dire non, même si cela coute quelques litres de pétrole !

Il delirio della Boldrini: propone di cancellare i monumenti del Duce

La presidente della Camera scatena l’ilarità della Rete: “Abbattiamo la stazione Termini?”

La stazione di Milano Centrale con i suoi simboli imperiali? Il «Colosseo quadrato» dell’Eur con le sue grandi iscrizioni? Il «Palazzo dei Marescialli», ora sede del Csm, con le sue aquile e le sue teste elmettate? Abbattere, grazie. Sono simboli fascisti, creano «disagio» ai partigiani. E se abitate a Sabaudia o a Latina sono guai. Insomma, occhio: nessuno è al sicuro. Nemmeno i tombini.

Già, a volte ritornano anche le pessime idee. E così Laura Boldrini, presidente della Camera, a differenza di Paganini si ripete. Con lo stesso spartito, l’abbattimento dei monumenti fascisti, e le stesse citazioni. E scatenando oggi come allora in egual misura ilarità e polemiche. Ad aprile del 2015, dopo aver ricevuto i partigiani a Montecitorio per il 70esimo anniversario della resistenza, fece suo il «disagio» manifestato da alcuni ospiti per essere costretti a vedere nelle città i simboli del Ventennio. Nel mirino finì in particolare l’obelisco del Foro Italico, e Boldrini propose almeno di «togliere la scritta» Mussolini Dux. Seguì un’ondata di polemiche insolitamente trasversali e la Boldrini fece retromarcia parlando a RaiNews24: «I partigiani hanno manifestato il loro disagio, ma io mi sono sottratta a questo esercizio di abbattimento». E dunque, concluse, «L’obelisco rimane lì, nessuno vuole abbattere niente».

Questione chiusa? Macché. Arriva Emanuele Fiano con la sua legge e qualcuno chiede un parere alla Boldrini, a margine di un convegno. E lei prima dice di non voler «commentare i provvedimenti che sono in Aula». E poi – come riporta il Tempo – rispolvera la stessa storia, il medesimo aneddoto dei partigiani che, alla Camera, due anni fa le parlarono del «disagio» provato passando nelle città sotto ai simboli di quel fascismo che hanno combattuto. E che «non accade altrettanto in Germania, dove i simboli del nazismo non ci sono più». E dunque «non possiamo sottovalutare il fatto che ci sono persone che si sentono poco a loro agio quando passano sotto certi monumenti». Insomma, tregua finita. Ad appena 74 anni dalla fine del regime fascista, la crociata boldriniana contro obelischi, monumenti e tombini che offendono i partigiani può ripartire. E con essa l’ilarità della rete.

Twitter si scatena: «Praticamente è come se gli egiziani abbattessero le piramidi perché costruite da popoli resi schiavi», «Buttiamo giù la stazione Termini, Ponte Flaminio, il ministero degli Esteri?», «Boldrini rivendica il metodo Isis per le architetture del Ventennio», «Un secolo fa, la sinistra consegnava il paese al fascismo. Un secolo dopo, prima di ritirarsi sull’Aventino, lo vuole in macerie», e via cinguettando. Il sito termometropolitico.it, poi, si preoccupa anche di ricordare alla terza carica dello Stato che quella postilla sui tedeschi demolitori di simboli nazisti è una discreta panzana. Molti monumenti all’odor di svastica sono ancora in pieno uso in Germania, dall’Area dei raduni di Norimberga alla Haus der Kunst di Monaco, fino all’Olympiastadion di Berlino, realizzato per le Olimpiadi del 1936. Ma ricordato in Italia per i mondiali di 70 anni dopo. il trionfo del 2006. Quando, per fortuna, era ancora in piedi.

Fonte: Il Giornale http://m.ilgiornale.it/news/2017/07/12/il-delirio-della-boldrini-propone-di-cancellare-i-monumenti-del-duce/1419007/

Mentre politici e alti ufficiali italiani vicini ad ambienti militari chiedono un cambio di rotta, i media finanziari riesumano l’Italexit: coincidenza?

Beh, a giudicare dal freddo calcolo di Mishtalk, considerare oggi l’uscita dall’euro come una possibilità concreta sembrerebbe un’ipotesi razionale, anzi di mera sopravvivenza per l’Italia. Nell’ordine, la situazione economica italiana secondo il rinomato blog britannico è la seguente (analisi correttissima, ndr):

  1. Il sistema bancario italiano è insolvente [dopo 6 anni di nefasta austerità EUroimposta]
  2. Un’altra crisi umanitaria si sta preparando (dalla Libya; da settembre i flussi saranno enormi, ndr)
  3. la disoccupazione giovanile ha raggiunto il 37% [numero spaventoso]
  4. a BCE è l’unico acquirente vero dei BTP italiani
  5. La ripresa mondiale ha i giorni contati
  6. L’Italia non ha fatto nessun passo avanti durante la ripresa globale, non è cresciuta
  7. L’Italeave NON è più tabù [finalmente]
  8. Il debito italiano su GDP è oltre il 130% e, aggiungo io, se non si considera l’economia sommersa si è attorno al 155%, livello superiore a quello che portò la Troika in Grecia

Il punto 8 è interessante in quanto non è stato tanto il debito italiano (rispetto ai partners EU) a salire quanto la crescita a mancare, ossia il denominatore del rapporto debito/PIL. E tale stallo è diretta conseguenza dell’austerità voluta dall’EUropa ed inaugurata da Mario Monti, con una perseveranza tanto soffocante nell’imporre misure non solo inutili ma anche nefaste per uscire dalla crisi da poter ipotizzare che dietro ci sia un qualche piano recondito (tedesco) taciuto alle masse ed ai mercati, un secondo fine (…).

Si noti che anche le  prospettive future italiane non lasciano ben sperare, vedasi grafico di Bloomberg. Tradotto: con una siffatta economia, con l’INPS sull’orlo del fallimento ed una popolazione vecchia e che invecchia la bancarotta italiana è garantita entro 5 anni!

L’altra considerazione che va enfatizzata è come lo stesso economista tedesco H. Flassbeck abbia concluso recentemente che l’Italia per modificare l’assetto attuale dell’EU (assetto che inevitabilmente porterà Roma alla bancarotta entro massimo 5 anni, ndr) deve minacciare seriamente un’uscita dall’Euro, l’unico modo per costringere la Germania a rinegoziare il debito non solo italiano ma soprattutto Greco oltre che i trattati EU (in questo contesto ricordo che, notizia di ieri, Schauble ha ufficialmente escluso la colomba FMI dalla troika per quanto riguarda i prossimi incontri per la rinegoziazione del debito ellenico ossia espellendo l’unico attore che si batteva apertamente per un taglio unilaterale del debito di Atene).

Tradotto: la Germania gioca l’All In con l’EU tedesca e non è disposta a mollare (con nessuno, nemmeno con gli USA). Dunque, o l’Italia esce dall’Euro o finirà come la Grecia. Punto e finito il discorso.

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In questo contesto l’aspetto interessante che sta emergendo è il coro di voci, chiaramente di matrice anglosassone, che sta improvvisamente soffiando sul fuoco dell’insostenibilità dell’Italia nell’EU e, notate bene, non per fare polemica ma per la prima volta dal 2011 per trovare – sembra – una soluzione. Appunto, sembrerebbe quasi che ci sia una regia (anglosassone?) tra militari italiani, alcuni politici vicini ad ambienti militari e la stampa specializzata USA (partendo da quella informale, per ora) nel mirare ad una rottura del fronte EUropeo incentrato nell’euro. Vedasi anche i commenti allarmistici di una certa stampa straniera ad enfatizzare i blindati austriaci al Brennero, quasi si fosse all’alba di un conflitto (…).

Questo sembrerebbe denotare una prosssima vittoria dell’amministrazione di Trump sul Deep State con tutte le ripercussioni del caso a livello globale, vedremo; certo che all’arrivo del nuovo capo dell’FBI sostituto del troppo implicato Comey potrebbero partire inchieste in grado di annientare leltteralmente l’intero impianto clinton-obamiano [costruito sulla sabbia] degli ultimi 8 anni, non solo negli USA (ad es., Renzi?). La Germania oggi (per propri interessi, alas ricavarsi un posto al sole a nome dell’EU) rappresenta il baluardo del globalismo clintoniano oltre ad essere a termine il vero avversario occidentale degli USA, da cui si vuole emanicipare quanto meno in EUropa: se l’Italia esce dall’EU la Germania avrà perso tutte le sue battaglie mandando in frantumi una rincorsa durata 75 anni, ecco perchè Roma potrebbe – oggi, con Trump – valere una messa. Vedremo se a Berlino avranno fatto bene i loro calcoli.

L’antipasto in ogni caso lo avremo nelle settimane successive alla ratifica senatoriale della nomina del nuovo capocentro CIA a Roma, ossia l’Ambasciatore USA in Italia; per non parlare dell’ambasciatore presso l’EU, Tedd Mallock. Si va a poco.

Per intanto osserviamo speranzosi gli eventi.

MD

da scenarieconomici.it

Oggi per il ladrone non è un giorno fortunato…

Anche oggi per il ladrone non è un giorno fortunato…TL+ DIFFONDE COSCIENZA

Geplaatst door Tactical Life+ op woensdag 5 juli 2017

Silvio Berlusconi: “Quella volta che Paolo Villaggio mi disse ʼSire, pietàʼ”

Il leader di Forza Italia ha ricordato il comico scomparso con una lettera a “Il Giornale”

Silvio Berlusconi: "Quella volta che Paolo Villaggio mi disse 'Sire, pietà'"

Paolo Villaggio non è stato solo un grande protagonista del cinema, ma anche un volto amatissimo della televisione. Negli anni 80 fu tra i primi protagonisti della tv commerciale, con numerosi programmi sulle reti Mediaset, da “Risatissima” a “Un fantastico tragico venerdì” passando per “Grand Hotel“, “Ciao gente” e “Che piacere averti qui“. Per questo Silvio Berlusconi ha voluto ricordarlo con un intervento su “Il Giornale”.

Ecco il testo integrale del ricordo:

Caro Paolo, ora in cielo starai facendo sorridere gli angeli. Ma a noi, su questa terra, mancherà il tuo modo di prenderti e prenderci in giro, la tua maschera da commedia dell’arte, che sembra ingenua e spensierata ma in realtà inchioda i nostri vizi e le nostre debolezze. Guardando i tuoi film, seguendo i tuoi programmi televisivi, leggendo i tuoi scritti, era difficile non ridere, ma era ancora più difficile non riflettere. Sei stato uno dei protagonisti della tv commerciale, nei primi anni delle mie televisioni. Ci siamo conosciuti così. Lavorare con te era un piacere, e non solo perché le tue trasmissioni, come i tuoi film, assicuravano ascolti altissimi. Era un piacere perché eri un grande professionista, un uomo che conosceva così bene le regole dello spettacolo da saperle innovare, creare nuovi linguaggi, nuovi modi di fare cinema e intrattenimento televisivo.

Sono orgoglioso di averti avuto nella nostra squadra. Eppure non eri privo di difetti. Non userò con te la vecchia regola latina de mortuis nihil nisi bonum: hai troppo senso dell’ umorismo per apprezzarla. Per esempio diciamo che non eri un modello di precisione. Ma avevi un modo talmente simpatico di farti perdonare che non era possibile arrabbiarsi con te. Una volta avevi mancato una scadenza importante per una produzione, mettendoci in difficoltà, e da contratto rischiavi una multa salata. Non dimenticherò mai quando ti vidi entrare carponi nella mia stanza abbracciandomi una gamba per chiedere perdono con la inconfondibile voce di Fracchia: «Sire, pietà!». Non provai nemmeno a far finta di essere arrabbiato. Non ci fu nessuna multa, anzi finì con un abbraccio. Per certi versi ti sono anzi debitore, soprattutto per i tanti momenti piacevoli nei quali i tuoi film, visti e rivisti, mi hanno fatto sorridere, magari a notte fonda, rinunciando a qualche ora di sonno, per recuperare il buonumore dopo una giornata faticosa e difficile. Ma soprattutto ti sono debitori tutti gli italiani, del fatto di essere stato un uomo libero, categoria così poco diffusa nel nostro Paese.

Tu ed io non avevamo le stesse idee politiche ma riconosco volentieri che non avevi timori reverenziali verso nessuno. Hai messo alla berlina per esempio la Corazzata Potemkin, un film simbolo dell’ ideologia comunista, e soprattutto i tanti conformisti che facevano finta di apprezzarlo, proprio quando l’ egemonia culturale della sinistra era assoluta, e ti sarebbe stato più facile accodarti in silenzio. Non ce ne sono state tante, di persone libere come te, in un Paese nel quale la satira si fa solo verso chi non costituisce un pericolo. Anche per questo, caro Paolo, da oggi l’ Italia senza di te è un po’ più triste.

Silvio Berlusconi.

LE NUOVE TASSE DI RENZILONI

Ecco a voi un nell’elenco di tasse messe in cantiere dal DUCACONTE RENZILONI.

Nei prossimi giorni studieremo l’effetto sul PIL:

Con la manovrina di giugno 10 in quanto a conti perssonali siamo sistemati con questi AUMENTI DI TASSE!

Ad maiora.