MACRON GIA’ TRABALLA: 2 MINISTRI (GIUSTIZIA E AFFARI EUROPEI) FINIRANNO A PROCESSO PER TRUFFA E APPROPRIAZIONE INDEBITA

giovedì 15 giugno 2017

PARIGI – Si fa difficile in Francia la posizione del ministro della Giustizia, il centrista Francois Bayrou: su questo sono ormai concordi tutti i principali giornali francesi, con i conservatore “Le Figaro” che addirittura avanza l’ipotesi di imminenti dimissioni. La tempesta nasce dallo scandalo degli impieghi fittizi al Parlamento europeo: una quarantina di deputati francesi a Strasburgo sono accusati di aver assunto propri assistenti parlamentari che, pur stipendiati dall’Ue, in realta’ hanno svolto esclusivamente lavoro di partito nelle rispettive circoscrizioni elettorali in Francia.

Partita dalle denunce contro la leader del Front national, Marine Le Pen, l’inchiesta ha finito per coinvolgere una decina di eurodeputati del Movimento democratico (MoDem) di cui Bayrou e’ presidente.

Il loro coinvolgimento in questo scandalo e’ tanto piu’ disgustoso se si considera che fra loro c’e’ anche la nuova ministra francese degli Affari europei, Marielle de Sarnez; a cio’ si aggiunge poi che Bayrou, in quanto ministro Guardasigilli, e’ incaricato da Macron proprio di mettere a punto, pensate, una… riforma moralizzatrice della politica in Francia.

Ad aggravare una situazione gia’ di per se’ assai delicata sono arrivate le rivelazioni secondo cui Bayrou sarebbe intervenuto sulla direzione dell’emittente statale “Radio France” nel tentativo di far insabbiare un’inchiesta giornalistica sullo scandalo degli impieghi fittizi in cui sono coinvolti appunto gli eurodeputati MoDem: con il risultato di provocare una dura presa di posizione del primo ministro Edouard Philippe, che ha cercato di riportarlo all’ordine.

Ma inutilmente: il MoDem ha dato un sostanziale aiuto all’elezione del nuovo presidente Emmanuel Macron, puntando in campagna elettorale sulla moralizzazione della vita pubblica francese in chiara contrapposizione con la Le Pen e soprattutto contro il candidato del centro-destra Francois Fillon, a sua volta azzoppato da uno scandalo di impieghi fittizi, il cosiddetto “Penelope-gate, a favore di moglie e figli; e dal lungo confronto elettorale Bayrou e’ emerso come il vero “numero 2” dell’esecutivo Macron, svincolato persino dall’autorita’ del primo ministro Philippe.

Questa prima vera “legnata” per il nuovo esecutivo Macron-Philippe, finora rimasto in una situazione stallo, potrebbe nei prossimi giorni registrare ulteriori importanti e decisivi sviluppi in seguito a nuove rivelazioni di uno degli assistenti del gruppo MoDem a Strasburgo, che ha ammesso di essere stato assunto abusivamente: nei giorni scorsi il Parlamento europeo ha tolto l’immunita’ parlamentare a Marine Le Pen, che ora puo’ essere processata dalla magistratura francese; stessa sorte potrebbe quindi toccare alla ministra Marielle de Sarnez ed agli altri suoi colleghi eurodeputati centristi. A quel punto, Macron dovra’ per forza intervenire.

Di fatto, due ministri chiave del suo nuovo governo, il ministro della Giustizia e la ministra per gli Affari Europei potrebbero perfino finire in carcere.

Redazione Milano

MACRON GIA' TRABALLA: 2 MINISTRI (GIUSTIZIA E AFFARI EUROPEI) FINIRANNO A PROCESSO PER TRUFFA E APPROPRIAZIONE INDEBITA
http://www.ilnord.it

Sisma in Centro Italia: il 92% delle macerie ancora per strada, consegnate solo lʼ8% delle casette

Serve uno “sforzo corale, le istituzioni diano risposte immediate e operative”, è lʼappello del presidente dellʼAnci, Antonio Decaro

Sisma in Centro Italia: il 92% delle macerie ancora per strada, consegnate solo l'8% delle casette

Ne sono state ordinate 3.620, ma per ora ne sono arrivate 296, l’8%. Sono le casette necessarie nei 51 Comuni colpiti dal sisma in Centro Italia. Funzionanti e abitate? 188 e solo ad Amatrice e Norcia. Ma non è questo l’unico problema del post terremoto. Capitolo macerie: ce ne sono 2,3 mln di tonnellate da rimuovere, per ora ne sono state portate via meno dell’8%. E la ricostruzione? Solo in 32 delle case danneggiate sono iniziati i lavori.

Le promesse disattese – Le tante promesse nelle ore e nei giorni dopo le scosse sono andate disattese e la pazienza dei terremotati pare ormai al limite, con il sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi, pronto a “consegnare le chiavi della città”. Fu il ministro Delrio ad assicurare tutte le casette entro marzo. “I prefabbricati saranno pronti entro sei mesi”, gli fece eco Renzi. Un “non vi lasceremo soli” ripetuto a ogni visita, che oggi ha un sapore amaro.

Il capitolo macerie – Stando ai dati riportati dal quotidiano “La Repubblica”, nel Lazio la rimozione delle macerie è cominciata solo a novembre: portate via 98mila tonnellate su un milione, in Umbria 3.700 su 100mila; in Abruzzo 10mila su 100mila. Ancora peggio va nelle Marche, dove i lavori per la rimozione sono iniziati solo ad aprile e dove sono state raccolte 65mila tonnellate di macerie su un milione.

La denuncia e l’appello dell’Anci: ritardi e intoppi burocratici – A denunciare lo stallo dei lavori di ricostruzione nelle zone terremoto, con una accorata lettera al presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, è stato il presidente dell’Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro, che ha chiesto uno “sforzo corale” delle istituzioni, che devono dimostrarsi insieme tese all’obiettivo comune di dare “risposte immediate e operative” ai problemi delle comunità vittime del terremoto.

Ci sono “ritardi nella realizzazione delle soluzioni abitative di emergenza e nella rimozione delle macerie”, ha scritto infatti Decaro, in alcuni casi difetta “il coordinamento necessario per gestire situazioni inevitabilmente complesse” e “non aiuta non poter disporre di uffici regionali per la ricostruzione capaci di fornire riscontri in tempi certi”.

Nel merito dei problemi è necessario dare ascolto alle “preoccupazioni dei sindaci, soprattutto marchigiani”. Perché sono stati e sono ancora loro, i sindaci del cratere e del più vasto ambito che ha avuto ripercussioni, a doversi occupare per primi degli effetti di “un sisma che per danni, intensità e durata ha pochi precedenti nella storia del Paese”, a “gestire senza risparmiarsi un enorme lavoro di sostegno umano e amministrativo ai concittadini, per tentare di dare serenità e una prospettiva di rientro graduale verso condizioni di normalità”.